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Recovery: bozza, c’è clausola donne-giovani, salta Quota 100

C’è la clausola per l’occupazione di donne e giovani chiesta dal Pd nella nuova bozza del Recovery plan, che ieri sera è stata esaminata dal Consiglio dei ministri. Il nuovo testo, ancora oggetto delle ultime limature prima di essere trasmesso alle Camere, è salito a 335 pagine e include ora maggiori dettagli sulle riforme (per il fisco una delega entro luglio). Non c’è più, invece, il riferimento a Quota 100 (che in ogni caso per ora si chiude a fine 2021 con la fine della sperimentazione). Per donne e giovani ci saranno nei bandi di gara specifiche clausole dirette a “condizionare l’esecuzione dei progetti” alla loro assunzione. 

IL PUNTO

C’è un primo “disco verde” dell’Europa al Recovery Plan italiano: a 12 ore dalla prima convocazione si riunisce in serata il Consiglio dei ministri e il premier Mario Draghi annuncia l’intesa raggiunta con Bruxelles sul piano da oltre 200 miliardi da cui passa la ripartenza dell’Italia dopo la crisi peggiore del dopoguerra. E nella notte si sigla anche la pace sul Superbonus, con l’impegno del ministro dell’Economia, Daniele Franco, a valutare la proroga al 2023 a settembre con la manovra, quando il quadro sull’utilizzo dell’incentivo sarà più chiaro e si capirà anche se serviranno davvero risorse in più. Il Piano resta bloccato per tutto il giorno tra tensioni dei partiti sul Superbonus e rilievi degli uffici di Bruxelles: a tentare di “sbloccare l’impasse” interviene direttamente il premier, con una telefonata con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, con cui dà la sua garanzia del cambio di passo per assicurare la m

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