Politica

Regionali, l’assalto della Destra alle Marche e l’incognita 5S

Regionali, l’assalto della Destra alle Marche e l’incognita 5S 

ANCONA – “Io non dispero e non credo ai sondaggi”. Non è una mission impossible, quella di Maurizio Mangialardi, ma poco ci manca. Gli tocca recuperare i 22 punti di svantaggio che il centrosinistra ha lamentato alle ultime Europee ed evitare che l’avanzata della Destra giunga anche, per la prima volta nella storia, a Palazzo Raffaello. Il sindaco uscente di Senigallia gioca contro i pronostici e la mancanza di quel buon senso che avrebbe suggerito un accordo fra il Pd, il suo partito, e i 5Stelle che hanno invece alzato le barricate.

Il giallo e il rosso, da queste parti, stanno insieme solo nel gonfalone del Comune di Recanati, la patria di Leopardi, perché M5S – come da volontà della folta pattuglia di parlamentari locali – corre orgogliosamente da solo con il consigliere comunale di Tolentino Gian Mario Mercorelli, fiero difensore di un motto ormai demodè, fra i vertici grillini: “Nè di qua né di là. Tanto – sottolinea lui – la quantità di male che le le due coalizioni fanno all’amministrazione della cosa pubblica è praticamente uguale”. Pesano le scorie dell’opposizione fatta negli ultimi cinque anni al presidente Luca Ceriscioli, che esce  di scena dopo un solo mandato. Di certo, al Nazareno ancora non sj danno pace per la mancata intesa e Mercorelli si candida pure al consiglio regionale: nella prospettiva di non giungere neppure secondo e di non poter dunque accedere al seggio che tocca al primo degli sconfitti fra gli aspiranti governatori. Tu chiamalo,…

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