Eventi Firenze

Riapre il Forte di Belvedere

Riapre il Forte di Belvedere con una programmazione interamente dedicata alle artiste che si sono distinte nel campo della fotografia e del video, con materiali di archivio e nuove produzioni. A partire dal 18 giugno e fino al 2 ottobre 2022 il Forte ospita le mostre Play It Again, la personale di Rä di Martino, un progetto di Museo Novecento a cura di Sergio Risaliti, e FOTOGRAFE! a cura di Emanuela Sesti e Walter Guadagnini, presentata e promossa dalla Fondazione Alinariper la Fotografia e dalla Fondazione CR Firenze, insieme con il Comune di Firenze. Quest’ultima, sviluppata su 2 sedi, tra la palazzina del Forte Belvedere e Villa Bardini, ha per protagoniste assolute le fotografe di ieri e di oggi, in un unico itinerario, ricco e suggestivo, che vede affiancarsi opere originali degli Archivi Alinari a produzioni contemporanee.

“Il Forte Belvedere riapre alla città con 2 nuove mostre incentrate sulla fotografia, sulla video arte e sulle nuove tecnologie digitali, dimostrando quello che perseguiamo da un lungo periodo, ossia che questo luogo non e più solo un ‘belvedere’ ma uno spazio d’arte contemporanea che collega idealmente la Palazzina al Museo Novecento e lo rende perno della nuova strategia della città che vuole fare delle nuove tendenze artistiche uno dei suoi tratti distintivi” dichiara Dario Nardella, Primo cittadino di Firenze. “Quest’anno il Forte e altresi collegato con Villa Bardini, altra perla dell’Oltrarno fiorentino con vista impareggiabile della città dalla riva sinistra dell’Arno. Bello che per tutta l’estate questi 2 luoghi siano visitabili insieme, in una collaborazione che ci auguriamo sia sempre più stretta”.

“Cinquant’anni fa inaugurava al Forte Belvedere la grandiosa mostra di Henry Moore, una tra le più celebrate e ricordate del XX secolo. Iniziava allora lo straordinario percorso nell’arte moderna e contemporanea di questo luogo, da allora definito e vissuto come museo all’aperto. In questi 5 decenni, il Forte Belvedere ha consolidato la sua identità e la sua funzione espositiva su scala internazionale. Sull’orizzonte che si staglia nella sublime vista posta di fronte a questi bastioni, si sono susseguite importanti mostre di grandi artisti al culmine della carriera, che hanno trovato nella cornice architettonica del Forte il paesaggio perfetto per le loro installazioni” dichiara Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento. “I tempi cambiano e pure Firenze e cambiata. La culla del Rinascimento non e più solo attrattiva per il suo grande patrimonio storico-artistico, perché da qualche anno e pure un apprezzato e vitale laboratorio di contemporaneità. Oggi il Forte Belvedere ospita l’esposizione personale di Rä di Martino, dando spazio per la 1ª volta nella sua storia espositiva a una giovane artista che, al posto di sculture monumentali, costruisce lo spazio incantando i visitatori con una serie di installazioni video dal carattere fortemente meditativo. In grado di condensare nella narrazione video ciò che e desunto dall’immaginario cinematografico, Rä di Martino rielabora gli archetipi della cultura filmica ponendoci dinnanzi alle sfide del nostro tempo, facendoci sentire nel vivo dell’attualità, anzi, della cronaca, attraverso la leggerezza e l’ironia che le sono proprie. La guerra e gli strumenti di morte, la violenza e l’orrore vengono depotenziati attraverso escamotage ludici che, come minimo al Forte Belvedere, sembrano trascendere la barbarie della guerra, senza farci scordare che il conflitto fa parte tragicamente della storia dell’umanità ma, al contempo, senza esimerci dal giudicare l’irrazionalità degli strumenti bellici. Nuovamente il Museo Novecento si fa rappresentate del processo di contaminazione del contemporaneo in città, procedendo il suo programma scientifico al di fuori delle mura delle ex Leopoldine. Un ringraziamento particolare va a Giorgio van Straten, Presidente di FAF – Fondazione Alinari per la Fotografia, con il quale abbiamo coordinato la linea editoriale del Forte Belvedere quest’anno, concentrando l’attenzione sui materiali di archivio e sulle nuove produzioni elaborate da artiste che si sono distinte nel campo della fotografia e del video.A dimostrazione che luoghi come il Forte Belvedere non sono vuoti contenitori ma centri di arte e cultura che possono rispondere di volta in volta alle aspettative del pubblico, proponendo progetti coesi e coerenti sotto il profilo scientifico. Una prova importante di collaborazione tra istituzioni e enti, tra il Museo Novecento, il Comune di Firenze, MUS.E, la FAF – Fondazione Alinari per la Fotografia e la Fondazione CR Firenze”.

Artista tra le più apprezzate su scala nazionale e internazionale, Rä di Martino e la principale protagonista della mostra estiva al Forte Belvedere. Con Play It Again si inaugura un nuovo percorso scientifico del Forte Belvedere sotto la regia curatoriale del Museo Novecento che va avanti nella sua delocalizzazione delle proposte al di fuori della sede in Piazza Santa Maria Novella.

Una scelta in linea con la pianificazione scientifica intrapresa in questi anni dal Museo Novecento che alle mostre dedicate ai grandi artisti protagonisti del XX secolo ha sempre affiancato la scoperta e valorizzazione di giovani artiste e artisti del nostro tempo, incentivando le produzioni contemporanee e ponendo particolare attenzione nei riguardi dei linguaggi della fotografia e della video installazione.

Le opere di Rä di Martino sono abitate dai personaggi della cultura pop che sembrano riemergere da angoli della nostra memoria che pensavamo sepolti. Si riaffacciano, in maniera quasi casuale, sotto forma di caricature di loro stressi in bilico tra il grottesco e il pietoso. Dando vita a questa sorta di archeologia del ricordo della cultura di massa. Questi personaggi, quasi “eroi” della nostra giovinezza vengono catapultati in ambientazioni atemporali o senza storia o anche ora in contesti totalmente diversi, frutto di un esilarante citazionismo cinematografico. Entra così in gioco l’elemento disturbante, o comunque, destabilizzante, che dopo un’iniziale attrazione disorienta il fruitore. Le citazioni cinematografiche e hollywoodiane non si limitano alle scenografie o ambientazioni, ma si traducono pure nelle tecniche di ripresa o di illuminazione utilizzate. Hollywood e per l’artista una continua fonte di ispirazione, per la visione consumistica delle grandi produzioni cinematografiche che contagiano la società che ne fruisce, richiamando le idee della pop art di Andy Warhol. Da sempre influenzata dal dispositivo filmico, l’arte di Rä di Martino sembra tradurre in una sorta di kitsch elementi più raffinati dedotti dall’ambiente cinematografico, come per esempio le colonne sonore d’autore, senza però mai scadere nel vero e proprio cattivo sapore, ma anzi mutandolo in qualche cosa di ricercato e concettuale. E proprio la musica un altro punto indispensable dell’arte di Rä di Martino, che riesce a disorientare l’osservatore. L’effetto straniante e uno dei tratti distintivi dell’opera dell’artista italiana, ottenuto pure con un utilizzo improprio e imperfetto degli effetti speciali. E un’arte che inganna e ammalia quella di Rä di Martino, lasciandoci perdere nei meandri della nostra memoria frammentaria, avvicinati ad alcuni riferimenti e poi depistati rimaniamo isolati.

Come scrive Esther Coen: “Rä di Martino appartiene a una generazione successiva a quella delle prime sperimentazioni, dei primi raffronti con le nuove strutture tecnologiche, con la computer science o la biotecnologia. Rä esplora territori di ipotetiche galassie e pianeti lontani, di ombre umane ritagliate e puntellate sulla crosta lunare, di tribù reinventate in un’avvenire nel quale forme ed espressioni dell’universo terrestre germogliano tra cromie digitali ammalianti e fosforescenti spostandosi nella parte interna di paesaggi esteticamente incantati. Una reinvenzione mondiale futuro che recupera i frammenti di una volta, che dell’alieno ricerca la psiche vibrante dell’origine, in un dialogo moderno dai fondamenti platonici”. 

L’esposizione Play It Again si snoda su 2 piani nella parte interna della palazzina del Forte Belvedere.
Nelle ampie e suggestive sale al piano basso del bastione verranno presentati 4 video, di cui 3 sono stati scelti tra quelli realizzati dall’artista a partire dal 2014, mentre The Laughing Dice e stato realizzato negli ultimi mesi per essere presentato in questa sede. Il video presenta un’inquadratura fissa, dove si alternano una serie di dadi tirati su uno sfondo grigio – nella parte interna di una stanza disegnata in 3D monocroma e vuota. I dadi presentano su ogni facciata il viso di un signore (l’attore Lino Musella) e, ad ogni facciata, e assegnata un’emozione diversa: in una ride, in una piange, in una fissa accigliato. Con il 1º dado il rapporto si sviluppa interamente tra la faccia del dado e lo spettatore. L’attore guardando in camera stabilisce un contatto diretto con l’osservatore, cosi da farlo sentire intimamente coinvolto dalle emozioni rispecchiate nel viso e nelle espressioni dell’attore, sorta di alter ego. Al succedersi dei dadi, crescono le facce in gioco e dunque si moltiplicano le emozioni che intervengono pure tra i dadi stessi. Si crea un gioco del destino che coinvolge la narrazione interna al video e la nostra esistenza, la nostra biografia. Come in una palla di vetro riconosciamo le nostre emozioni e sentimenti in uno scambio riflessivo continuo e intrecciato tra le tante possibilità messe a disposizione dal gioco della vita, di cui noi siamo attori attivi e passivi ad un tempo.  Il suono e semplice e ripetitivo, un tic toc sordo, che scandisce il tempo lentamente e ogni tanto un fischio lontano si unisce al lancio dei dadi e alle smorfie. Come piccoli cammei di ambra i dadi imprigionano volti che ridono, piangono, si disperano, si arrabbiano, vittime di un sortilegio o di un deus ex machina, un burattinaio che ha gia scritto la sceneggiatura per noi. 

il 2º piano della Palazzina e occupato da una sola grande installazione, attraverso una combinazione mai vista formata da una serie di opere realizzate nel recente passato, che qui si strutturano in un nuovo paesaggio danno vita a una nuova narrazione. Lo spettatore si trova immerso in un contesto di guerra totale, tra terra e cielo, tra realtà e finzione, dove carrarmati reali e costruiti con il legno transitano per le città mondiale o sembrano occupare lo spazio extraterrestre, in una sorta di prestazione infantile e un po’ carnevalesca. L’artista trasforma la guerra in un gioco, guarda agli eventi mondiale con ironia, trasformando uno contesto di paura e di angoscia, in una specie di messa in scena ludica e gioiosa. Pannelli bianchi, porta fondali e stativi, di quelli che si usano solitamente negli studi fotografici e cinematografici, creano uno spettrale, metafisico gioco di luci e riflessi creando un ambiente che dove si confondono la realtà e il pianeta virtuale. A terra una serie di palle di cannone e piccole sfere sembra depositare ai nostri piedi una costellazione, un universo che sembra coinvolto nel grande gioco della guerra, anzi nel conflitto qui presentato come categoria dello spirito e cosmologica. Play It Again, come recita il titolo, e la messa in scena di conflitti reali e fantastici, perché tutto ciò che esiste – gli esseri umani gli dei o il cosmo – esiste attraverso conflitti e contrasti, guerre e scontri tra opposti, una disputa continua di elementi e concetti che appare allo stesso tempo bilanciata, armoniosa e addiritura bellissima. Come scrive Eraclito, difatti: “Ciò che contrasta concorre e da elementi che discordano si ha la più bella armonia”.  

Un ringraziamento a Snaporazverein – Federica Maria Bianchi.

RÄDI MARTINO

Rä di Martino (Roma, 1975) ha studiato al Chelsea College of Arts e alla Slade School of Fine Art a Londra prima di trasferirsi a New York dal 2005 al 2010. Vive e sta lavorando a Roma. Ha esposto in Italia e all’estero in istituzioni quali la Tate Modern di Londra, il MOMA-PS1 a New York, Palazzo Grassi, la Fondazione Sandretto, Mart di Rovereto, HANGAR|Bicocca, Museum of Contemporary Arts di Chicago, il Bronx Museum, Artists Space NY. Ha partecipato a festival internazionali come il Festival del film di Locarno, VIPER Basel, Transmediale, New York Underground Film Festival, Kasseler Dokfest e Torino Film Festival e ha partecipato con il mediometraggio docufilm “The Spettacolo MAS Go On” alle Giornate degli autori, Festival del cinema di Venezia nel 2014 vincendo il Premio SIAE e il premio Gillo Pontecorvo, una menzione speciale al Salina DocFest, un Nastro d’argento per miglior docufilm 2015. Nel 2017 partecipa di nuovo alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia con il suo 1º lungometraggio “Controfigura” con il quale ha vinto l’Eurimages Lab Award nel medesimo anno ed è nella selezione dei nastri d’argento per miglior docufilm 2018. Nel 2018/2019 vince il Mibac-Italian Council e sviluppa la videoinstallazione e un libro Afterall presentato al Mattatoio-Roma e al Kunstmuseum St. Gallen, Zurigo (2020). Sempre nel 2019/2020 produce un nuovo video “L’eccezione” commissionato ed al Museo del 900 di Firenze, che vince la 1ª edizione del premio Lio Capital (Milano, 2020). Nel 2021 dirige un documentario per Artè su Giardino dei Finzi Contini di G. Bassani, finalista come miglior docufilm ai Nastri d’Argento 2022 e il film documentario “Fuori dai teatri” inspirato all’archivio dello storico Piccolo Teatro di Pontedera.

Attraverso un’articolata realizzazione formata dal lavoro fotografico e video, e con l’aiuto di un sostanzioso apparato letterario e musicale, fatto di citazioni e rimandi colti, di Martino osserva la relazione che la memoria e le dinamiche private e mentali dell’individuo contemporaneo instaurano con la cultura bassa diffusa dai media, come le fiction e lo slogan pubblicitario. Quest’attrazione per le storie intende illustrare il vivere contemporaneo in forma narrativa, attraverso il cui processo, l’artista svela i meccanismi del potere manipolatorio del cinema e della TV sul nostro inconscio e sul nostro modo di interpretare il pianeta.

RÄ DI MARTINO

Play It Again

18 giugno – 2 ottobre 2022

Forte Belvedere, Firenze

ORARI E BIGLIETTI
Forte Belvedere

Via San Leonardo, 1 – Firenze

Martedì – domenica

10:00 – 20:00

Chiuso il lunedì (ad eccezione di lunedì 15 agosto)

Biglietto intero 10 €, ridotto 5€. Gratuito per chi possiede gia il biglietto della mostra “FOTOGRAFE! Dagli archivi Alinari a oggi” in corso nella sede di Villa Bardini (Costa San Giorgio, 2). Gli spazi esterni del Forte Belvedere sono accessibili gratuitamente. Info: +39 055 27 68 22

Dove: Forte Belvedere Indirizzo non disponibile
Quando: Dal 18/06/2022 al 02/10/2022 Orario non disponibile

Info: Altre informazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.