Economia

Rider, contratto siglato con l’Ugl nella bufera. Il governo convoca il tavolo con Cgil, Cisl e Uil

Rider, contratto siglato con l’Ugl nella bufera. Il governo convoca il tavolo con Cgil, Cisl e Uil 

ROMA – Tutti o quasi contro l’accordo sui rider – eroi in scooter dei pasti a domicilio durante il lockdown, ma anche lavoratori super flessibili, iper precari, in non pochi casi senza diritti, sottopagati, sfruttati da caporali senza scrupoli – siglato a sorpresa nei giorni scorsi tra AssoDelivery e un solo sindacato: l’Ugl, sigla da sempre vicina alla destra. Più che una svolta, molti intravedono la trappola del passo falso o addirittura del contratto pirata. La stessa ministra del Lavoro Nunzia Catalfo (M5S), scavalcata nell’iter della trattativa che porta avanti da quando si è insediata, ha convocato per il 24 settembre Cgil, Cisl e Uil. Ma vediamo di cosa si tratta e quali sono le posizioni in campo.

L’accordo. AssoDelivery – l’associazione che rappresenta quasi tutti i gruppi del settore come Glovo, Just Eat, Uber Eats, Deliveroo, Social Food – ha firmato un’intesa con Ugl che non trasforma i rider in lavoratori dipendenti (rimangono collaboratori occasionali o partite Iva), ma ne riconosce alcuni incentivi. A partire da un compenso minimo di 10 euro lordi per ogni ora lavorata. Un’indennità integrativa pari al 10, 15 e 20% per il lavoro notturno, le festività e il maltempo. Un premio di risultato da 600 euro ogni 2 mila consegne effettuate. Incentivo di 7 euro all’ora per i primi 4 mesi dall’apertura del servizio in una nuova città, anche in assenza di ordini.  Niente ferie né malattia o maternità, però. L’assicurazione contro gli infortuni e per danni…

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