Salvini, giù la mascherina. Altra lezione di stile da Conte. Il premier respinge gli assalti con aplomb mentre il segretario della Lega non rispetta neppure le distanze


Salvini, giù la mascherina. Altra lezione di stile da Conte. Il premier respinge gli assalti con aplomb mentre il segretario della Lega non rispetta neppure le distanze

L a vanità è l’oppiaceo più naturale, “vanità, decisamente il mio peccato preferito”, afferma Al Pacino nei panni di Satana nel film L’avvocato del diavolo. L’ego è l’ego, non c’è nulla da fare. I bagni di folla per i politici, di qualsiasi schieramento ed epoca storica, dalla prima alla cosiddetta terza Repubblica, di qualsiasi grado – dai peones ai presidenti del Consiglio, sono ossigeno puro. C’è chi si inebria di potere, chi di sondaggi, chi smania per andare in tv in estasi di fronte alla lucina rossa della telecamera che si accende, chi non può fare a meno del codazzo di portaborse e yes man vari, chi della corte di “nani e ballerine” di craxiana memoria ma alla fine, chi più meno, pochi resistono al richiamo del contatto diretto col “popolo”, alla stretta di mano col militante, al buffetto al bambino, alla carezza della nonnina con tanto …

 

Salvini, giù la mascherina. Altra lezione di stile da Conte. Il premier respinge gli assalti con aplomb mentre il segretario della Lega non rispetta neppure le distanze

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