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Scuola, i numeri gonfiati del ministero per nascondere i ritardi

Scuola, i numeri gonfiati del ministero per nascondere i ritardi 

ROMA – Tornano in classe, dice il ministero dell’Istruzione, 5,6 milioni di studenti. Di dodici regioni d’Italia e una provincia a statuto autonomo (Trento). Studenti di scuole statali e paritarie. Il dato, però, non è reale e serve al racconto di un calendario scolastico dettato dalla ministra Lucia Azzolina e, soprattutto, serve a nascondere la quantità e qualità dei ritardi istituzionali sulla scuola che, come ha raccontato oggi Repubblica, affondano le radici nelle scelte di primavera e vanno oltre il rischio pandemia.

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Approfondimento

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Vediamo. Il ministero scrive, appunto, che 5,6 milioni di studenti italiani della “maggior parte delle regioni” entreranno di prima mattina in classe, 5,6 milioni sugli oltre 8,3 milioni di alunni del Paese. Sono 7.507.484 gli iscritti alle scuole statali e altri 860 mila alle paritarie. Si registra, va detto, un calo degli alunni nelle statali: l’anno scorso erano 52 mila in più. Gli studenti bisognosi del sostegno sono invece 268.671, novemila in più del 2019-2020, quando il carico di cattedre scoperte è cresciuto. Il Mi offre, quindi, una tabella riassuntiva che certifica la presenza degli studenti nelle singole regioni. 

Sono dodici le regioni che questa mattina partono, contro le sette che hanno posticipato al 16 (Friuli), al 22…

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