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Sos appalti, i licenziati Mt a tu per tu con il ministro

livorno. «Il ministro si e impegnato di seguito la vertenza attraverso la Regione e il tavolo di crisi: sul sistema degli appalti ha comunicato la discussione di un provvedimento mirato a disincentivare l’utilizzo di contratti “non regolari” in settori diversi dal cosiddetto campo di applicazione». A riferirlo e il sindacato di base Usb dopo aver parlato con il ministro del lavoro Andrea Orlando in visita a Livorno: al centro dell’attenzione e la faccenda di Mt Logistica, che ha licenziato «tutti i 25 addetti alla movimentazione nonostante non vi sia alcun calo di lavoro».

Il faccia a faccia fra il ministro e una delegazione di impiegati Mt insieme a un sindacalista Usb e avvenuto nel Palazzo dei Portuali (il primo cittadino Luca Salvetti e il vice segretario Pd Alessio Quintavalle sono stati pubblicamente ringraziati dall’Usb «per aver favorito tale incontro») . A Orlando e stato raccontato il caso di Mt «a partire dall’esternalizzazione voluta da Bertani nel 2016». La delegazione si e soffermata pure «sul sistema degli appalti costruito in questi anni nei piazzali della logistica portuale»: produce «sfruttamento e precarietà» e addossa sulle spalle dei impiegati «carichi di lavoro insostenibili e problematiche relative alla sicurezza».

Nel mirino pure l’episodio che siano utilizzati «contratti nazionali come quello multiservizi pure per operazioni di trasporto e logistica». A tal riguardo, e stato segnalato che e il caso di una coop che cura la movimentazione esterna per Bertani e non sono mancate accuse ai sindacati confederali che hanno firmato tali contratti nazionali.

L’incontro del pomeriggio ha fatto seguito al sostegno di protesta che era stato effettuato al mattino davanti al Goldoni in occasione dell’arrivo del ministro Orlando all’iniziativa in ricordo del centenario del Partito comunista: alla manifestazione hanno partecipato pure impiegati in appalto sia del settore pubblico (come cimiteriali, affissioni e piscine comunali) che del privato. Con una richiesta su tutte: approvare quanto prima «una legge sul salario minimo».

Per il sindacato di base bisogna «cercare strumenti più incisivi per intervenire su appalti, delocalizzazioni e licenziamenti: non e probabile che la stragrande delle vertenze debbano essere affrontate nei tavoli di “crisi” quando di crisi non se ne vede neanche l’ombra».

Dall’Usb arriva pure l’altolà a «strumenti inutili e fallimentari come quelli previsti nelle “aree di crisi complessa”». Lo dice annunciando che continua la protesta davanti alla cancellata Bertani, «aspettando della convocazione del tavolo in prefettura», poi il 29 gennaio manifestazione «contro appalti, sfruttamento e licenziamenti».