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Sotto attacco la legge sulla Brexit di Johnson: “Così il nostro Paese perde la sua reputazione”

Sotto attacco la legge sulla Brexit di Johnson: “Così il nostro Paese perde la sua reputazione” 

LONDRA – “Un danno alla reputazione internazionale del Regno Unito”, dice l’ex-premier Theresa May. “Per generazioni”, le fa eco un altro ex-premier britannico, John Major, “la parola data dalla Gran Bretagna è stata accettata da amici e nemici come un impegno solenne e sacrosanto. Nell’ultimo secolo la nostra potenza militare è declinata, ma la nostra parola ha mantenuto il suo valore. Se perdiamo la reputazione di Paese che onora le promesse, avremo perso qualcosa che non ha prezzo e che potremmo non poter mai più riguadagnare”.

La condanna della legge presentata questa settimana al parlamento di Westminster da Boris Johnson, per aggirare l’accordo sulla Brexit firmato lo scorso anno con l’Unione europea, non viene soltanto dai due ex-premier conservatori. La criticano vari deputati del suo partito, minacciando di votare contro. La attaccano la Confindustria, il Financial Times e l’opposizione laburista. Per non parlare della Ue, che l’ha subito definita come la pietra tombale del negoziato sui futuri accordi commerciali, di cui è in corso a Londra questa settimana un round possibilmente decisivo.

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