Spread, pochi rischi nel 2018 ma poi serve attenzione

Una manovra che cercherà di spuntare più margini possibile dai vincoli europei, ma che deve prestare ancora più attenzione agli investitori.

Perché l’impatto dei rendimenti in rialzo, se è ridotto nell’immediato, potrebbe porre rischi concreti più in là.

Più che allo spread, stabile a 250 punti base, o al rendimento del Btp decennale volato da circa l’1,8% di aprile al 2,8% di queste settimane, occorre guardare al rendimento medio che il Tesoro deve pagare a chi compra il debito italiano: al netto dei rendimenti saliti da maggio in poi, la spesa per interessi in percentuale del Pil continuerà a scendere nel 2018 rispetto al 2017, grazie al fatto che il costo medio delle nuove emissioni di bond risulta comunque molto inferiore a quello medio dello stock di debito italiano che è sul mercato.

Nel 2017, ad esempio, è stato di appena lo…

LEGGI TUTTO
Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer