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Su il sipario: ma per chi? Il teatro entra in una ‘fase’ buia

di Martino Iannone

Migliaia di attori, registi, tecnici e addetti, sono fermi e la ripresa che li attende non parte, a loro detta, con le giuste aspettative

Grandi, medi e piccoli, tutti soli e abbandonati. Il coronavirus miete tra le sue vittime Sua Maestà il teatro. Migliaia di attori, registi, tecnici e addetti a vari settori, sono fermi e la ripresa che li attende, fissata per il 15 giugno, non parte, a loro avviso, con le giuste aspettative. In questo magazine faremo un viaggio tra quattro realtà di Roma il Belli, il Marconi, il Vittoria e il Porta Portese. Ascolteremo le voci dei rispettivi direttori artistici. Felice Della Corte, Direttore Artistico del Marconi “Ci attende un disastro economico”. Antonio Salines del Belli “Il nostro settore è stato sempre ignorato”. Viviana Toniolo del Vittoria: “Ci vuole una visione d’insieme”. Tonino Tosto del Porta Portese: “Riapriamo per non chiuderci”. Infine, il presidente di Fed.It.Art, Gino Auriuso “Il futuro si chiama Teatro Possibile”.  Il quadro che ne esce scoraggia i più ma la voglia di riemergere si avverte in tutta la sua forza.

( martino.iannone@ansa.it )

Il Vittoria, il Belli, il Marconi e il Porta Portese su Google maps

“Ci attende un disastro economico”. Non la manda a dire Felice Della Corte, direttore artistico del Teatro Marconi di Roma. “Il problema della riapertura dei teatri – spiega – è legato, soprattutto in una fase di programmazione, a quelle che sono le norme che regoleranno la riapertura dopo l’emergenza del coronavi

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