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Taglio dei parlamentari: “Il nostro ‘No’ al referendum senza legge elettorale e regolamenti”

Taglio dei parlamentari: “Il nostro ‘No’ al referendum senza legge elettorale e regolamenti” 

Il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari sembra una piccola riforma su un punto marginale: in fondo perché non passare da 630 deputati a 400, o a qualche altro numero intermedio, o persino inferiore. Nulla vieta di modificare, in alto o in basso, la consistenza delle Camere. Al mondo la varietà è molto ampia. Si va da situazioni di pochi rappresentanti per tanti elettori, come nel caso limite dell’India, al suo contrario, tanti rappresentanti per pochi abitanti, come nel caso delle democrazie scandinave.

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Taglio dei parlamentari, 183 costituzionalisti pronti a votare no al referendum

Con il taglio proposto dai promotori del referendum, la Camera dei deputati scenderebbe al quinto posto per numeri assoluti tra i paesi europei dietro a Francia, Germania, Gran Bretagna e Polonia, e acquisterebbe il rapporto deputati/cittadini di gran lunga più elevato (un deputato ogni 151.000 abitanti).

In realtà, un sistema istituzionale pensato per un certo numero di rappresentanti rischia di andare in crisi se si “taglia” un pezzo senza aggiungerne o aggiustarne un altro. Così, se si riduce il numero dei parlamentari e si lasciano inalterati legge elettorale (quella attualmente è in vigore una delle peggiori mai concepite tra tutte le democrazie avanzate) e regolamenti parlamentari, il sistema va in cortocircuito.


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