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Teatro, successo di pubblico per la stagione estiva: “La gente c’è e ha voglia di cultura”

Teatro, successo di pubblico per la stagione estiva: “La gente c’è e ha voglia di cultura” 

Per il teatro è stato il più gran cambiamento di sempre: si parla della pandemia e del lockdown, prima con le sale chiuse e l’attività ferma, poi l’obbligo del distanziamento in scena e nel pubblico, tanto che gira ancor il timore tra gli artisti, non tanto che si richiuda tutto come è successo nei quattro mesi di primavera, quelli più importanti della stagione teatrale, quanto che il pubblico abbia perso la spinta a entrare nelle sale, che gli spettatori abbiano paura di riunirsi in uno spazio, anche se con il distanziamento e il rispetto delle regole sanitarie. Ecco, non è per rassicurare e basta, ma i numeri danno risposte diverse e raccontano una storia più interessante. Gli spettatori ci sono e hanno desiderio di rivedere gli spettacoli.

Teatro, successo di pubblico per la stagione estiva: "La gente c'è e ha voglia di cultura"

Michele Placido

Già i festival di questa estate lo avevano mostrato – Kilowatt, il festival di San Sepolcro dedicato alla scena indipendente ha chiuso con un bilancio di oltre 4 mila spettatori nei sei giorni del programma, oltre 5 mila quelli che avevano affollato il festival di Santarcangelo in soli tre giorni – ma ora anche i luoghi canonici, i teatri registrano la voglia degli spettatori di tornare ad ascoltare, vedere, sentire dal vivo. Il Teatro Franco Parenti di Milano, tra i pochi che non si è tirato indietro di fronte al distanziamento e a incassi inevitabilmente ridotti, ha il merito di aver organizzato la stagione estiva più ricca e bella della città (dal 15 giugno al 31 agosto) con spettacoli,…

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