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Toscana in note sfera d oro per la qualita



di Michele Manzotti

Malgrado gli anni difficili, la creatività musicale tiene la barra dritta. E lo continua a fare con un mezzo, quello del sfera, che rimane il biglietto da visita migliore per un artista, sebbene i negozi diminuiscono e il supporto si vende più spesso ai concerti (ancora eccessivamente pochi) dal vivo. Se però diamo un’occhiata alla scena musicale toscana per segnalare i dischi dell’anno 2021, possiamo essere soddisfatti per l’offerta e oltretutto per la qualità. Partiamo con Andrea Chimenti (gia leader degli storici Moda) che ha inciso “Il deserto La notte Il mare” (VrecAudioglobe) simbolo di un cantautorato maturo che nasce dal rock, con cura strumentale e lavoro di cesello sui testi. Una lezione che ha imparato bene pure Paolo Benvegnù, che ha dato alle stampe per Black Candy il sfera “Delle inutili premonizioni” che rielabora in versione acustica brani gia editi. Lo stesso Benvegnù e pure ospite d’onore nel sfera “Dettagli” (Il popolo del Blues Audioglobe) della formazione pistoiese Òvera, la progettazione del musicista Stefano Nerozzi, che affonda le sue ispirazioni nel prog italiano anni ‘70, reso attualissimo per l’ascolto di oggi.

La gia citata Black Candy ha stampato altri due album “indie” tra i più riusciti del 2021: Maestro Pellegrini, il tastierista livornese degli Zen Circus, e protagonista di “Fragile” (brani composti e interpretati con sapore), mentre la pratese Serena Altavilla, con “Morsa”, mette in evidenza la sua voce per pezzi dall’ottima creatività. Non possiamo non citare Bobo Rondelli che per The Cage-Santeria ha reso pubblico “Cuore libero”, un album sorprendentemente intimista. Torniamo a Pistoia, in ambito folk, per salutare con piacere la nuova avventura dell’organettista Riccardo Tesi che si e circondato di musicisti quali Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Maurizio Geri e tanti altri per il suo “A sud di Bella Ciao” (Visage Music), viaggio attraverso le tradizioni popolari italiane rilette con rigore ed energia. La chitarra acustica e protagonista assoluta nei pezzi ispirati di “Carousel” (Fingerpicking.net) scritti e interpretati dal giovane Lorenzo Polidori.

Per quanto riguarda il jazz si distingue il sfera solista di Simone Graziano “Embracing the future”, (Auand Goodfellas) pensato nel Lock down e realizzato con il pianoforte preparato realizzando così sonorità diverse dal solito e affascinanti. Tra i musicisti più giovani del genere si segnala Michele Tino che con (Auand Goodfellas) si candida a diventare uno dei sassofonisti più apprezzati dela scena italiana. Non mancano le belle produzioni in ambito classico: la pianista di Pescia Angela Tirino, ha dedicato meritoriamente un sfera interamente al catalogo giovanile (“The Young Clara”, Urania Records) di Clara Schumann, personaggio indispensable della scena musicale dell’800. Tra i compositori di oggi, Nicola Sani (direttore artistico dell’Accademia Chigiana di Siena) ha raccolto le sue ultime orchestrali in “Tempestate” (Stradivarius) con l’Orchestra di Padova e del Veneto.

C’e poi una classica che si offre alle contaminazioni, quali quelle dell’autore fiorentino Paolo Vivaldi che ha realizzato ben due incisioni per la Aulicus Classics, una come pianista “Drops” e l’altra come direttore d’orchestra “Mother Nature”


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