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Tropea senza segreti, tra trattorie, spiagge e cipolle dal gusto unico

Tropea senza segreti, tra trattorie, spiagge e cipolle dal gusto unico 

“Oltre le Colonne d’Ercole, quel tuo profumo elegante sulla rupe, il mio gettarmi su di te che sei delizia, Dea, di un mare eterno dorato al bacio del sole di Tropea”. Chiude così una dolce poesia che il giovane letterato marchigiano Fabio Strinati dedica a Tropea, rilasciando in pochi versi il racconto romantico e millenario di quel tratto di costa calabrese che si estende da Pizzo Calabro a Nicotera, disegnando il tratto più emozionante della provincia di Vibo Valentia. Spiagge bianche protette da rocce frastagliate dove sinuose e ammalianti si insinuano calette e piccole insenature di grazia selvaggia, raggiungibili solo a piedi o in barca. 

Tropea: tra cipolle, leggende e orizzonti infiniti

Qui, nella Costa degli Dei o Costa Bella, su un promontorio tra i golfi di Gioia e di Sant’Eufemia, vigila pacioso e affascinante sulle cristalline acque del Tirreno, un borgo di antiche leggende e di storia millenaria, Tropea. A fondarlo, si narra, fu Ercole di ritorno dalla Spagna che in questo ameno luogo si fermò costruendo uno dei Porti di Ercole. La sua posizione strategica sul mare ha sempre giocato un ruolo importante, già in epoca romana infatti la cittadina calabrese era un punto di riferimento cruciale e continuò ad esserlo anche durante l’occupazione di Normanni e Aragonesi. Le straordinarie bellezze architettoniche e naturali, hanno spinto Tropea verso la definizione di Perla del Tirreno, capace com’era e com’è tutt’oggi, di scrivere una…

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