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Ukraine Dolore ed emozione Abbiamo fatto da culla per una neonata di 11 giorni

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Pisa, 24 aprile 2022 – A mezzogiorno sono tutti insieme, tra un servizio e un altro 1ª di imbarcare bimbi e genitori per l’Italia. Raggiungiamo al telefono i volontari delle nostre Misericordie pisane e non solo. La giacca e la stessa, gli intenti i medesimi. Con Disevac, Disability Evacuation – alla frontiera Medika-Rezszow (Polonia) per un’evacuazione protetta e assistenza alle persone disabili o malate, accolgono i piccini con i loro babbi e mamme che, al confine, devono separarsi: le mamme seguono i figli in un viaggio di doppia speranza, sanitaria e di vita, le persone restano in patria come vuole la legge marziale. Essere genitori nell’emergenza. “Dovrebbero essere contenti ma i loro sentimenti sono contaminati dal disastro che sta accadendo nel loro Paese”, ci raccontano.

Dopo l’intervista, il gruppo (tra i quali addetti dell’arciconfraternita di Vicopisano e Forcoli, capo modulo Lorenzo Tomei di una Misericordia in provincia dell’Aquila e specializzando di Anestesia all’Umberto 1º) ha caricato sul volo diretto all’aeroporto della 46esima a Pisa una neonata di 11 giorni. La piccola e nata in piena guerra e con problemi di salute. “Pure la mamma e salita con lei, il padre, invece, e rimasto in Ukraine. Ci ha domandato di poter accompagnare la figlia per un breve tratto, rimanendo con lei fino all’ultimo per starle vicino e salutarla”. “I nostri volontari, allertati dalla sala operativa delle Misericordie della Toscana, su richiesta della Cross, hanno poi caricato la neonata affidandola alle cure dei dottori del Meyer. Una preghiera per questa piccina”, commenta il presidente delle Misericordie pisane, Maurizio Novi.

Il presente squadra (i volontari si alternano per questo progetto), che ha gestito una ventina di trasferimenti, e arrivata il giorno di Pasqua per ripartire oggi. “Le storie sono tutte particolari, nei campi di accoglienza alle frontiere si vive la disperazione dei rifugiati. Quello che ti rimane e la loro nuova normalità, il modo dove le persone stanno affrontando la faccenda più grave che si possa concepire, sono rassegnati, come se fossero stati svuotati. Arrivano le donazioni da tutto il pianeta, la solidarietà e tanta, ma negli occhi c’e il niente. Hanno tolto loro dalla sera alla mattina tutto quello che avevano senza una ragione”.

“Siamo contenti che le persone prese in carico al momento siano tutte al sicuro, difficile da raccontarlo. Immaginavamo che potesse essere un’esperienza grande, ma viverla di persona lo e veramente tanto e farlo con i colleghi che abbiamo trovato qui lo e ancora di più”.


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