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Usa, in 50 mila a Washington per la “Marcia dell’impegno”. Bloccato chi viene da Stati a rischio Covid

Usa, in 50 mila a Washington per la “Marcia dell’impegno”. Bloccato chi viene da Stati a rischio Covid 

WASHINGTON – «Quando lo scorso giugno abbiamo indetto questa marcia, subito dopo la morte di George Floyd, non immaginavano certo che sarebbe avvenuta in un momento così drammatico. Nel pieno di una nuova rivolta dopo il ferimento dell’afroamericano Jacob Blake a Kenosha. E l’orrore di un ragazzino bianco che per difendere una pompa di benzina ha stroncato due vite». Il reverendo Al Sharpton, 65 anni, icona black di New York, non fa che ripeterlo a tutti i giornalisti, a tutte le televisioni. «Né immaginavamo di onorare Martin Luther King nel 57esimo anniversario del suo discorso  “I have a dream”, nello stesso luogo dove poche ore prima fuochi d’artificio celebravano il discorso di Trump. Spostato da Charlotte a Washington per  colpa del Covid».

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Approfondimento

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Non poteva, in effetti, esserci incrocio più fatale. E infatti, Muriel Bowser, la sindaca democratica di DC, la stessa che ha fatto scrivere “Black Lives Matter” a lettere giganti davanti alla Casa Bianca, ha imposto una quarantena a chi arriva dagli Stati a rischio: dimezzando di fatto la partecipazione alla marcia. Erano infatti attese 100mila persone. Ma con i pullman da Texas, Ohio, Carolina del Nord bloccati, alla manifestazione appena iniziata ce ne saranno 50mila.
Comunque tantissimi intorno a…

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