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Venezia 77, ‘Lacci’ il film della ripartenza, un thriller dei sentimenti

Venezia 77, ‘Lacci’ il film della ripartenza, un thriller dei sentimenti 

#Venezia77 è partita. La prima proiezione dell’era postcoronavirus è andata, liscia, liscissima. Il film di apertura, fuori concorso, Lacci di Daniele Luchetti proiettato per la stampa nell’immenso PalaBiennale (1760 posti) non ha avuto problemi di distanziamento, la tensostruttura era piuttosto vuota. Le file ordinate fuori per file di poltrone, il rito della misurazione della temperatura cui il popolo del festival si presta ordinatamente, dopo aver prenotato il posto online 72 ore prima. Tutto funziona, per buona organizzazione ma forse anche per i numeri bassi di presenza, le cifre ufficiali parlano di seimila accreditati ma le sale questa mattina erano decisamente poco affollate.

Venezia 77, ‘Lacci’, rancore infedeltà e vergogna nel film di Daniele Luchetti

L’onore e l’onere di aprire questa edizione così particolare va al thriller dei sentimenti tratto dal romanzo di Domenico Starnone. Un gruppo di bravi attori italiani a sfilare sul tappeto rosso (ci saranno sicuramente Luigi Lo Cascio, Adriano Giannini, Silvio Orlando, Laura Morante, Linda Caridi) accanto al regista di Il portaborse e Mio fratello è figlio unico che torna a Venezia a 22 anni da I piccoli maestri, là era il romanzo di Luigi Meneghello.  

Lacci come il legame che unisce Aldo e Vanda, Lo Cascio e Rohrwacher da giovani, Orlando e Morante da anziani, e quello che unisce i figli, Giannini e Giovanna Mezzogiorno, ai genitori. Ma lacci anche quelli delle scarpe che un figlio impara a…
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