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Venezia 77, Pietro Castellitto alla Mostra di Venezia: “Se non hai ambizioni, non conta essere figlio di”

Venezia 77, Pietro Castellitto alla Mostra di Venezia: “Se non hai ambizioni, non conta essere figlio di” 

Con I predatori il ventottenne Pietro Castellitto vince il premio non certificato di “sorpresa” della Mostra 77. L’ultima volta che era venuto al Lido, attore due anni fa di La profezia dell’Armadillo, “andai a una festa la sera stessa, bevvi molto e la mattina passai il tempo a tapparmi l’orecchio per compensare l’acufene. Stavolta non bevo”, promette con gli occhioni sgranati, una birra (piccola) in mano. Nel suo film corale – in uscita il 22 ottobre – incrocia le storie di due famiglie distanti, i Pavone, altoborghesi e intellettuali che possiedono tutto ma non provano più nulla e i Vismara, proletarii e fascisti, che hanno poco e aspirano a un miglioramento senza avere gli strumenti per ottenerlo. “Sono tutti prede e predatori, costretti in gabbie in cui non vorrebbero essere e da cui qualcuno prova ad uscire”.

Venezia 77, Pietro Castellitto: “I miei Predatori soffrono di un fascismo raffinato”

Che ricordi ha qui alla Mostra?
Da piccolino ho accompagnato papà molte volte, ho un bel ricordo. Ad esempio quando venni per La stella che non c’è di Gianni Amelio: durante la proiezione un produttore si mise a controllare gli sms e Gianni urlò “Questi cazzo di telefoni!”. Alloggiavamo al Des Bains, che sembrava uscito da un racconto di Fitzgerald. Come tutte le cose che conosci da piccolo, da qualche parte conservano un che di incredibilmente familiare, anche normale, nella memoria. Quindi è questa normale magia, che mi evoca…

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